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Il Veneto rappresenta la regione vitivinicola più estesa e produttiva d’Italia, con oltre 79.000 ettari vitati distribuiti tra montagne, colline e pianure. Dalle colline di Conegliano-Valdobbiadene, patrimonio UNESCO e cuore del Prosecco DOCG, alla Valpolicella patria dell’Amarone, fino alle zone del Soave e dei Colli Berici, il territorio veneto ospita alcune delle denominazioni più prestigiose del panorama enologico italiano. La scelta dei pali vigneto in Veneto adeguati rappresenta un elemento strategico per le aziende vinicole che operano in questo contesto così variegato, dove sistemi di allevamento tradizionali convivono con impianti moderni orientati alla qualità e alla meccanizzazione.
Sistemi di allevamento. Quali pali per vigneto scegliere?
La viticoltura veneta si caratterizza per una grande varietà di sistemi di allevamento, ciascuno con specifiche esigenze in termini di palificazione. I pali vigneto in Veneto devono essere selezionati in funzione del sistema adottato, delle caratteristiche del terreno e delle condizioni climatiche della zona di coltivazione.
Nelle aree pianeggianti del Trevigiano e del Veneziano, il sistema Sylvoz è particolarmente diffuso, soprattutto per la produzione di Prosecco DOC. Questo sistema richiede pali con altezza fuori terra di 2-2,5 metri, capaci di sostenere 5-6 fili e di resistere alle sollecitazioni generate dai capi a frutto piegati ad archetto.
Nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene, dove si produce il Prosecco Superiore DOCG, il Doppio Capovolto (o Cappuccina) sta guadagnando sempre più consensi per la sua capacità di garantire elevata qualità con densità di impianto di 3.000-3.500 piante per ettaro.
In Valpolicella e nelle zone veronesi, la tradizionale Pergola Veronese rimane il sistema privilegiato per la produzione di Amarone e Recioto, richiedendo strutture di sostegno robuste e complesse.