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Tra i sistemi di allevamento della vite più diffusi in Italia, l’impianto vigneto Guyot rappresenta lo standard adottato da circa il 35% dei viticoltori, grazie alla sua struttura semplice e alla capacità di garantire un ottimale equilibrio tra qualità e quantità della produzione. All’interno di questa famiglia di sistemi a spalliera convivono due varianti: il Guyot semplice e il Guyot doppio. Comprenderne le differenze è fondamentale per scegliere la configurazione più adatta al proprio terreno, al vitigno e agli obiettivi produttivi, oltre che per dimensionare correttamente l’investimento in pali per vigneto e accessori.
Differenze tra Guyot semplice e Guyot doppio
Il Guyot semplice e il Guyot doppio sono entrambi sistemi a potatura mista che combinano la presenza di uno sperone (un tralcio corto destinato al rinnovo) e di uno o più capi a frutto. La differenza sostanziale risiede proprio nel numero di capi a frutto lasciati sulla pianta durante la potatura invernale. La scelta tra le due varianti dipende dall’equilibrio che l’azienda vitivinicola intende perseguire tra produzione quantitativa e qualitativa, dalla vigoria del portinnesto e del vitigno, dalle condizioni pedoclimatiche e dal grado di meccanizzazione previsto.
Guyot semplice
Il Guyot semplice prevede un solo sperone e un solo capo a frutto, generalmente di 8-10 gemme, piegato orizzontalmente e legato al primo filo della spalliera. Questo sistema privilegia la qualità delle uve, l’equilibrio vegeto-produttivo e la facilità di gestione. È l’ideale per terreni collinari, poco fertili e con buona esposizione solare. Per queste caratteristiche è particolarmente diffuso nelle aree vocate alla produzione di vini di alta gamma e nei vitigni a bacca rossa di pregio.
Guyot doppio
Il Guyot doppio, invece, presenta uno sperone centrale e due capi a frutto, piegati in direzioni opposte lungo il filare. Questa configurazione aumenta sensibilmente il numero di gemme lasciate per pianta e, di conseguenza, la potenzialità produttiva del vigneto. Il sistema è indicato per terreni leggermente più fertili, per vitigni di buona vigoria e nei contesti dove si ricerca una resa per ettaro più elevata senza rinunciare alla struttura a spalliera. La gestione della chioma e delle operazioni di potatura verde risulta tuttavia più complessa rispetto al Guyot semplice, richiedendo manodopera specializzata e tempi di intervento più dilatati.