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Consigli

Potatura della vite a cordone speronato: quando farla e quante gemme lasciare

La potatura a cordone speronato consiste nel raccorciare ogni tralcio dell’anno a due o tre gemme, lasciando speroni corti distribuiti lungo il braccio permanente. Si esegue in inverno, a riposo vegetativo, ed è la stessa operazione ripetuta su ogni sperone: per questo è rapida, ripetitiva e meccanizzabile.

È la differenza sostanziale rispetto alla potatura lunga. Nel Guyot il capo a frutto viene sostituito ogni anno; nel cordone speronato il braccio resta sul filo e si rinnovano solo gli speroni. Questa guida copre la potatura di formazione, quella di produzione e il rinnovo del cordone.

La potatura di formazione, anno per anno

La formazione richiede da tre a quattro anni. È il limite principale di questa forma di allevamento, e va messo in conto fin dalla progettazione dell’impianto a spalliera.

  1. Primo anno. Si alleva un solo germoglio come futuro fusto, legato a un tutore per mantenerlo dritto. Gli altri vengono eliminati. L’obiettivo è accumulare riserve, non produrre.
  2. Secondo anno. Il tralcio migliore viene portato all’altezza del filo portante e piegato orizzontalmente lungo di esso, nella direzione del filare. È il futuro cordone. Va legato in più punti per evitare che si sollevi.
  3. Terzo anno. Si selezionano i germogli sviluppati sul cordone e si formano i primi speroni, eliminando quelli in eccesso e quelli rivolti verso il basso.
  4. Quarto anno. Il cordone è completo e la pianta entra in piena produzione. Da qui in avanti la potatura diventa ripetitiva.

Il cordone può essere unilaterale, con un solo braccio, oppure bilaterale, con due bracci opposti che partono dallo stesso fusto. La scelta dipende dalla distanza sulla fila: sotto il metro conviene l’unilaterale, oltre si può valutare il bilaterale per coprire lo spazio disponibile senza infittire gli speroni.

Schema del cordone speronato: fusto, cordone permanente sul filo portante e speroni da 2-3 gemme distanziati 12-15 cm

Quando si esegue la potatura

La potatura invernale si esegue a riposo vegetativo, dalla caduta delle foglie fino a poco prima del germogliamento. In Italia la finestra utile va indicativamente da dicembre a marzo, con differenze sensibili fra zone.

Il momento non è indifferente. Una potatura anticipata distribuisce meglio il lavoro e favorisce la cicatrizzazione delle ferite prima delle piogge primaverili. Una potatura tardiva ritarda il germogliamento di alcuni giorni e riduce l’esposizione alle gelate tardive: è una scelta comune nelle zone e nelle varietà a germogliamento precoce.

Le ferite vanno eseguite con tempo asciutto: l’umidità favorisce l’ingresso dei patogeni del legno.

La potatura di produzione

Una volta formato il cordone, la potatura invernale si riduce a un’operazione ripetitiva e rapida.

  1. Si individua ogni tralcio dell’anno sviluppato dagli speroni della stagione precedente.
  2. Si taglia lasciando due o tre gemme, contando dalla base. Il taglio va eseguito sopra il nodo, lasciando un breve tratto di legno.
  3. Si eliminano i tralci in eccesso, quelli rivolti verso il basso e i succhioni sul fusto.
  4. Si verifica lo stato del cordone: tratti secchi o con sintomi di malattie del legno vanno segnalati per il rinnovo.

Gli speroni si mantengono distanziati indicativamente 12–15 cm lungo il cordone. Su un cordone di un metro si ottengono così sei-otto speroni, per un totale di dodici-venti gemme per ceppo. Il numero esatto dipende dalla varietà, dalla fertilità delle gemme basali e dai disciplinari di produzione, che in molte denominazioni fissano un limite preciso.

È questa regolarità che rende il cordone speronato compatibile con la prepotatura meccanica: la macchina taglia a un’altezza fissa sopra il cordone e la rifinitura manuale si riduce sensibilmente.

Vantaggi e limiti della potatura a speroni

Vantaggi Limiti
Potatura rapida e ripetitiva, con minor fabbisogno di manodopera specializzata Formazione lenta: tre-quattro anni prima della piena produzione
Compatibile con prepotatura e vendemmia meccanica Le ferite ricadono su legno permanente, con maggiore esposizione a mal dell’esca ed eutipiosi
Distribuzione uniforme dei germogli lungo il filare Acrotonia: i germogli apicali tendono a prevalere sui basali
Fascia produttiva costante nel tempo, utile per la gestione della chioma Poco adatto a varietà con gemme basali scarsamente fertili
Struttura permanente: nessuna operazione annuale di stesura del capo a frutto Il cordone invecchia e va rinnovato, parzialmente o totalmente

In sintesi, rispetto al Guyot il cordone speronato scambia una formazione più lunga con una gestione annuale più semplice ed economica. Il confronto puntuale tra le due forme merita un approfondimento a parte.

Cosa comporta per la struttura del filare

È l’aspetto meno discusso e quello che, a distanza di anni, determina se l’impianto tiene.

Nel Guyot il capo a frutto viene steso e legato ogni inverno: il filo portante lavora in modo discontinuo e può essere allentato durante le operazioni. Nel cordone speronato il braccio è permanente e legato in modo stabile. Il filo portante sostiene un carico continuo per tutta la vita dell’impianto e non può essere abbassato né spostato senza intervenire sul cordone stesso.

Ne derivano tre conseguenze pratiche:

  • Il filo portante va tensionato una volta e mantenuto. Un calo di tensione fa flettere il cordone, che con gli anni assume una forma stabile e non si raddrizza più. Servono tenditori regolabili, verificati a inizio stagione.
  • I pali devono restare in posizione per decenni. Se un palo si inclina, il cordone segue. Non è un problema estetico: cambia l’altezza della fascia produttiva e compromette la meccanizzazione.
  • La meccanizzazione sollecita la struttura. Prepotatrice e vendemmiatrice scuotono i pali a ogni passaggio. Un palo che con la potatura manuale reggerebbe per vent’anni, con la vendemmia meccanica lavora in modo molto più severo.

Per questo, in un impianto a cordone speronato, la scelta della sezione del palo e la profondità di interramento contano più che in una forma a potatura lunga: la struttura deve durare quanto il cordone.

Palo in acciaio corten con filo portante tensionato e brina invernale in un vigneto all'alba

Domande frequenti

Pali e strutture per impianti a cordone speronato

Sika produce pali per vigneto in acciaio zincato e corten mediante profilatura a freddo, con sistemi di punzonatura che consentono l’aggancio dei fili a più altezze senza forature aggiuntive.

Per un impianto a cordone speronato:

  • Pali intermedi — sezione 51 × 33 mm per condizioni ordinarie, 65 × 45 mm per varietà vigorose o vendemmia meccanica. Spessore 1,8–2,0 mm.
  • Pali di testata — sezione 68 × 56 mm, spessore 2,0–2,15 mm: sostengono la tensione cumulata di tutti i fili del filare.
  • Interramento — 50–70 cm per i pali intermedi, 70–90 cm per quelli di testata, con maggiore profondità nei terreni sciolti.
  • Accessori — tenditori, molle e collari per mantenere costante la tensione del filo portante nel tempo.

Il nostro ufficio tecnico affianca la progettazione dell’impianto nella scelta di sezione, interramento e spaziatura in funzione del terreno, della lunghezza del filare e della forma di allevamento adottata. Contattaci per una valutazione tecnica

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