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Consigli

Potatura Guyot: come si esegue, anno per anno

La potatura Guyot è una potatura mista: ogni inverno si lascia sulla pianta uno sperone di due gemme, destinato al rinnovo, e uno o due capi a frutto di otto-dieci gemme, piegati e legati al filo portante. Il capo a frutto che ha prodotto viene eliminato, e dallo sperone si ricava quello dell’anno successivo.

È questo ciclo di sostituzione annuale a distinguere il Guyot dalle forme a cordone permanente. Richiede più manodopera specializzata, ma consente di regolare la carica di gemme pianta per pianta ogni anno.

Guyot semplice o doppio: quanti capi a frutto lasciare

La prima decisione riguarda il numero di capi a frutto, e va presa in fase di potatura sulla base della vigoria della pianta.

Il Guyot semplice prevede uno sperone e un solo capo a frutto, di norma di 8-10 gemme, piegato orizzontalmente in una direzione. Privilegia la qualità delle uve e l’equilibrio vegeto-produttivo, ed è indicato per terreni collinari poco fertili e per vitigni a vigoria contenuta.

Il Guyot doppio presenta uno sperone centrale e due capi a frutto piegati in direzioni opposte lungo il filare. Raddoppia la carica di gemme e la potenzialità produttiva, ed è adatto a terreni di media fertilità e a varietà vigorose. La potatura richiede più tempo e più esperienza.

Una pianta che l’anno precedente ha prodotto tralci sottili e poco lignificati va potata più corta, indipendentemente dalla configurazione teorica dell’impianto: la carica di gemme si adegua alla pianta, non il contrario.

Vigneto con sistema Guyot semplice e Guyot doppio, pali per vigneto e fili di sostegno in collina

Quando si esegue la potatura Guyot

La potatura invernale si esegue a riposo vegetativo, dalla caduta delle foglie fino a poco prima del germogliamento. In Italia la finestra utile va indicativamente da dicembre a marzo.

Una potatura anticipata distribuisce meglio il carico di lavoro e permette alle ferite di cicatrizzare prima delle piogge primaverili. Una potatura tardiva ritarda il germogliamento di alcuni giorni e riduce l’esposizione alle gelate tardive: è la scelta abituale nelle zone e nelle varietà a germogliamento precoce.

La legatura del capo a frutto si esegue in genere subito dopo il taglio, quando il legno è ancora flessibile. Con temperature molto basse il tralcio diventa fragile e si spezza: meglio rimandare di qualche giorno.

La potatura di formazione, anno per anno

Servono tre anni prima che la pianta entri a regime.

  1. Primo anno. Si alleva un solo germoglio come futuro fusto, legato a un tutore per mantenerlo dritto. Tutti gli altri vengono eliminati. L’obiettivo è accumulare riserve, non produrre.
  2. Secondo anno. Il tralcio migliore viene raccorciato a due-tre gemme oppure, se ben lignificato e di buon diametro, portato all’altezza del filo portante e piegato per formare un primo capo a frutto corto. Il resto va eliminato.
  3. Terzo anno. Si formano lo sperone e il capo a frutto definitivi. Da qui in avanti la potatura diventa quella di produzione.

Un errore frequente nei primi anni è forzare la produzione: una pianta caricata troppo presto resta squilibrata per tutta la vita dell’impianto.

La potatura di produzione: sperone e capo a frutto

A regime, l’operazione si ripete identica ogni inverno.

  1. Si elimina il capo a frutto dell’anno precedente, quello che ha prodotto, tagliandolo alla base.
  2. Si individuano i due tralci nati dallo sperone. Sono i candidati per la stagione successiva.
  3. Il tralcio superiore diventa il nuovo capo a frutto: si raccorcia a 8-10 gemme, si piega orizzontalmente e si lega al filo portante.
  4. Il tralcio inferiore diventa il nuovo sperone: si taglia a due gemme. Sarà lui a fornire i tralci dell’anno successivo.

La regola che governa tutto è la posizione dello sperone: deve restare il più basso possibile e sempre alla stessa altezza. Se ogni anno si sceglie come sperone un tralcio più alto del precedente, il ceppo si allunga progressivamente e dopo dieci-quindici anni la zona produttiva si è spostata verso l’alto, fuori dalla fascia dei fili.

Schema dell’altezza dei fili e della configurazione della spalliera Guyot con filo portante e fili di contenimento

Gli errori più comuni

  • Capo a frutto troppo lungo. Oltre le dieci-dodici gemme la pianta distribuisce male le riserve e i grappoli apicali maturano in ritardo.
  • Sperone che sale. È l’errore più costoso, perché si manifesta dopo anni e a quel punto serve un reimpianto della testa del ceppo.
  • Piegatura brusca. Il capo a frutto va piegato con una curva ampia; una piega secca spezza i vasi conduttori e le gemme distali non si sviluppano.
  • Tagli troppo vicini alla gemma. Vanno lasciati uno-due centimetri di legno oltre l’ultima gemma utile.
  • Potare con tempo umido. L’umidità favorisce l’ingresso dei patogeni del legno nelle ferite fresche.

Domande frequenti

Pali e accessori per l’impianto Guyot

La potatura Guyot richiede che il capo a frutto venga piegato e legato al filo portante ogni inverno: il filo lavora in modo discontinuo e deve poter essere ritensionato con regolarità.

  • Pali intermedi — posizionati a circa 5 metri sulla fila, con altezza fuori terra di 2-2,3 metri. Spessore della lamiera da 1,8 a 2 mm.
  • Pali di testata — dimensionati per sopportare la tensione complessiva dei fili e mantenere l’allineamento del filare.
  • Fili — un filo portante a 1-1,2 metri da terra, sul quale si lega il capo a frutto, e due fili di contenimento a intervalli di circa 40 cm.
  • Tendifili e molle — per mantenere costante la tensione dopo le operazioni di legatura.

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